la dama velata

Un capitolo a parte nella vicenda di Giuseppe Lanzillo, e vera chiave di lettura della sua esperienza pittorica, lo merita la vicenda della “dama velata”, misteriosa musa ispiratrice di molti dei suoi quadri, incontrata la prima volta per caso un giorno a Venezia e presto trasormatasi in compagna onirica di tanti viaggi ed avventure.

Ecco come lo stesso Lanzillo raccontava il loro primo incontro: “Una domenica di ottobre del 1963 con la mia Amelia (ndr sua moglie) andammo a Venezia… giunto all’altezza del Ponte degli Scalzi mi fermai interdetto: sui gradini del ponte c’era una donna. Ferma. Una straniera dai capelli biondi…il viso pallido, scavato, lo sguardo profondo…

Da quel momento in poi la vita di Lanzillo cambiò radicalmente, come se la visione di quella donna eterea e sconosciuta lo avesse folgorato.
Iniziò a sognarla tutte le notti, e cominciò a riportare sulla tela le avventure e i paesaggi visitati in sogno con la sua misteriosa dama. Arrivò anche a dipingerla, fissando con poche ed essenziali pennellate l’intensità dello sguardo della sua misteriosissima musa.
Qualche anno più tardi, nel quadro della “dama velata” si riconobbe l’attrice Lidya Alfonsi, che divenne di Lanzillo amica e profonda estimatrice.